mercoledì 2 maggio 2012

Riassunto de "Federigo degli Alberighi", dal Decamerone di Boccaccio - II A, II E - DA CONSULTARE



La novella racconta di un giovanotto, Federigo degli Alberighi, nobile di schiatta ma ancor di più nobile d’animo, che ha la ventura di innamorarsi perdutamente di una dama, purtroppo già maritata, di nome Giovanna. Federigo cerca in tutti i modi di conquistarla: in banchetti e doni sperpera tutta la sua fortuna senza ricevere da lei neppure uno sguardo, tanto è notevole la sua fedeltà al marito.
Rimasto ormai povero, Federigo si ritira in campagna, nell’unica proprietà ancora sua, un podere presso Campi, assieme ad un’amatissima bestia, il suo splendido falcone, con cui caccia e che gli dà, di fatto, sia sostentamento che divertimento. Nel frattempo Monna Giovanna resta vedova, con un figliolo, al quale il marito, morendo, aveva lasciato ogni suo bene: con la clausola, però, che, se anche lui fosse morto, le ricchezze familiari sarebbero andate tutte all’amata ed onesta moglie.
Il caso vuole che Federigo e Giovanna si trovino vicini di casa: durante i lunghi soggiorni estivi in campagna, il figliolo della dama conosce Federigo ed il suo falcone, con cui  passa lunghe e piacevoli giornate. Purtroppo il ragazzo cade malato: la madre si dispera e tenta tutto ciò che è in suo potere per recuperarne la salute, ma invano. Durante una veglia, il ragazzo dice alla madre che, forse, si sarebbe sentito meglio se avesse potuto avere il falcone di Federigo. Monna Giovanna si leva dal capezzale distrutta: come chiedere a quel signore, che tanto l’aveva amata e che lei aveva sempre sdegnato, l’unico bene che gli dava sostentamento? Nonostante il turbamento interiore e la vergogna, l’amore materno ha la meglio: monna Giovanna si fa accompagnare da un’amica al podere di Federigo e,  con la scusa di fargli visita, si propone di domandargli l’unica cosa che avrebbe potuto salvare il suo amatissimo figliolo. Federigo resta sconcertato da quella visita: anche se monna Giovanna chiede una semplice merenda, egli si vergogna dello stato miserabile in cui deve accoglierla e, nonostante abbia ancora qualche ricca suppellettile per apparecchiare, non può imbandire nulla di consono a quella visita. Accade così l’impensabile: gli occhi gli cadono sul falcone che, detto fatto, viene ucciso, cotto ed imbandito. Il pranzo trascorre in letizia, senza che le dame si accorgano di nulla ma, quando arriva il momento per monna Giovanna di rivelare la ragione della sua visita, Federigo è costretto a dirle la verità: tra le lacrime, egli le spiega quanto accaduto e fa portare i resti del povero rapace per confermare le sue parole. Monna Giovanna è sconvolta: torna a casa ripensando mestamente alla grandezza dell’amore che Federico le ha ancora una volta dimostrato. In pochi giorni, non si sa per quali motivi, il figlio muore e, come si può immaginare, monna Giovanna cade in una profonda prostrazione.
Dopo alcuni mesi, però, i fratelli della dama ripetutamente le chiedono di risposarsi: ella è ancora giovane e bella, e senz’altro adatta ad un nuovo matrimonio. Non vi è tuttavia un pretendente che la soddisfi, ad eccezione di Federigo degli Alberighi, il quale è certo povero di denaro ma nobilissimo d'animo. Tale dote - unica ed autentica ricchezza, unitamente all’amore e al sacrificio mostrato per lei, fanno sì che monna Giovanna riesca a sposarlo, coronando così anche il sogno d’amore di Federigo che si trova ricchissimo ed anche, finalmente, unito alla donna dei suoi sogni.

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